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Le basi del trekking di rifugio in rifugio

Il trekking di rifugio in rifugio è uno dei modi più soddisfacenti di vivere le Alpi: si cammina leggeri, si dorme in quota, si mangia caldo e si riparte ogni mattina senza dover portare la tenda. Ma la logistica è diversa da quella del campeggio o dell'escursionismo giornaliero, e ignorarne le regole base rende le cose inutilmente scomode per sé e per gli altri. Questi sono i fondamentali.

Lo zaino: 30-40 litri, non di più

La regola d'oro per una traversata di rifugio in rifugio è tenere lo zaino tra i 30 e i 40 litri di capacità. Con un rifugio che fornisce letto, pasti e acqua ogni sera, non c'è bisogno di portare tenda, sacco a pelo completo o scorte alimentari per più giorni. Il peso totale con lo zaino pieno non dovrebbe superare i 10-12 kg per chi non è abituato al carico; gli alpinisti allenati preferiscono stare sotto i 9 kg.

La distribuzione del peso è importante quanto il peso totale. Mettere gli oggetti pesanti — abbigliamento asciutto, attrezzatura tecnica — vicino alla schiena e in alto, oggetti medi nella parte centrale, oggetti leggeri e di uso frequente nelle tasche laterali. Uno zaino mal distribuito affatica la schiena e le ginocchia in discesa in modo sproporzionato rispetto al peso reale.

Il sacco lenzuolo

Il sacco lenzuolo (in tedesco Hüttenschlafsack, in francese drap de sac) è obbligatorio in quasi tutti i rifugi alpini gestiti. Non è un vezzo: il gestore usa le coperte del rifugio per più ospiti e il sacco lenzuolo personale garantisce igiene senza richiedere lavaggi frequenti delle coperte pesanti. I formati esistenti sono tre:

Il sacco lenzuolo in seta è il più leggero (80-120 g) e quello con il miglior rapporto peso-comfort. Si comprime in un sacchetto grande quanto un pugno. Consigliato per chi privilegia il risparmio di peso.

Il sacco in cotone è più fresco d'estate e ha una sensazione più naturale al tatto, ma pesa tra i 400 e i 600 g e asciuga lentamente se si suda. Adatto per i rifugi di bassa e media quota in estate.

Il sacco sintetico (microfibre o pile leggero) aggiunge calore nelle notti fredde ad alta quota. Utile per rifugi sopra i 3000 metri o per itinerari autunnali.

Non portare un sacco a pelo completo per una traversata estiva: occupa spazio, pesa troppo e non è accettato al posto del sacco lenzuolo in molti rifugi.

Le ciabatte da rifugio

Ogni rifugio alpino ha una scarpiera o un locale scarponi all'ingresso. Gli scarponi bagnati e i bastoncini restano fuori o in questo locale; l'interno del rifugio si percorre con le ciabatte o i calzini. Portare un paio di ciabatte ultraleggere da rifugio (20-40 g, tipo crocs da trekking o ciabatte in gomma leggera) è atteso, non facoltativo. Girare in calzini sul pavimento bagnato di una camerata è accettato solo in assenza di ciabatte proprie; farlo deliberatamente è considerato maleducazione.

Le camerate

La camera del rifugio alpino è quasi sempre una camerata: letti a castello o letti sovrapposti in legno da 6 a 20 posti, a volte di più. I cuscini sono forniti; le coperte o piumini sono del rifugio. Si dorme vestiti leggeri dentro il proprio sacco lenzuolo. Le luci vengono spente — o si dovrebbero spegnere — entro le 22:00. La frontale è essenziale per muoversi di notte senza disturbare gli altri; tenerla a portata di mano sul ripiano vicino alla branda, non in fondo allo zaino.

In alcune grandi strutture, in particolare nei rifugi che servono vie normali frequentate, le camerate possono essere affollate in alta stagione (luglio e agosto). Prenotare sempre in anticipo, anche quando il rifugio sembra ampio: i gestori riservano spesso i posti ai gruppi.

Ricarica degli apparecchi elettronici

Non dare per scontata la disponibilità di corrente elettrica. Molti rifugi sono alimentati da pannelli solari o piccoli generatori, e la corrente disponibile per gli ospiti è limitata. Alcuni rifugi hanno una o due prese in sala comune, altri non ne hanno affatto. Portare una batteria esterna carica da casa per ricaricare il telefono e il GPS durante la traversata. Chiedere al gestore se e dove è possibile ricaricare: occupare tutte le prese comuni per tutta la notte è considerato scortese.

La connessione a internet — quando esiste — è spesso lenta e instabile. Scaricare offline le mappe di navigazione (Komoot, Outdooractive, le carte IGM in Italia o le carte nazionali svizzere) prima di lasciare la valle, non la sera in rifugio.

Navigazione

Per la navigazione in quota esistono tre strumenti principali:

Komoot è popolare in Europa centrale e offre mappe topografiche e tracce GPX scaricabili. La versione gratuita copre una regione; il pacchetto mondiale è acquistabile una volta sola.

Outdooractive è preferito in area germanofona e ha una buona copertura dei rifugi alpini con dettagli su quota, contatti e periodo di apertura. L'integrazione con l'Alpenverein (DAV e ÖAV) lo rende particolarmente utile per le Alpi tedesche e austriache.

Le carte IGM (Istituto Geografico Militare) per l'Italia e le carte nazionali svizzere (swisstopo) sono la fonte più precisa per i percorsi tecnici. Disponibili in formato cartaceo e digitale. In Francia, le carte IGN serie Randonnées sono lo standard.

In ogni caso, portare sempre una carta cartacea o scaricata offline come backup. I telefoni si scaricano; le batterie si deteriorano al freddo; il segnale GPS può essere intermittente nelle gole o sotto i fronti nuvolosi.

La pianificazione della giornata

Una tappa media di rifugio in rifugio nelle Alpi è di 15-25 km con un dislivello positivo di 1000-1500 metri. Con un buon livello di allenamento questo richiede tra 5 e 8 ore di cammino effettivo. Partire tra le 6:30 e le 7:30, dopo la colazione: questo consente di arrivare al rifugio successivo prima del pomeriggio, quando i temporali sono più probabili sopra i 2000 metri in estate. Arrivare entro le 14:00 è una buona regola pratica.

Controllare sulla mappa le quote dei rifugi lungo l'itinerario previsto per pianificare una progressione di acclimatazione sensata e individuare eventuali percorsi di discesa di emergenza verso la valle.